HomeCINE NEWSDavide Milani sulle sale: 'Difenderle è una sfida culturale'

Davide Milani sulle sale: ‘Difenderle è una sfida culturale’

Roma, 24 febbraio- Sul futuro dei cinema è intervenuto Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, che ha aderito convintamente ai diversi appelli pubblicati in queste settimane per salvaguardare l’esercizio cinematografico.

Su Cinematografo.it (20 febbraio 2025) Milani nello specifico sulla questione riesplosa che ora coinvolge la Regione Lazio, il circuito di sale che furono di proprietà di Massimo Ferrero (9, tra cui l’Adriano e l’Atlantic, le uniche ancora attive), la consistenza del vincolo e le modalità di riconversione dei cinema chiusi, si è così espresso: “Ci sono esperienze personali, funzioni sociali, spazi urbanistici che non sono retti solo dalle logiche economiche. Un parchetto giochi per i bambini in città non rimane aperto e tenuto in ordine perché genera reddito o solo fin quando non diventa un affare trasformarlo in un parcheggio a pagamento. È chiaro a tutti quanto sia fondamentale per il benessere delle persone, per la socialità. Idem una scuola, una biblioteca, una chiesa, una piazza, un ospedale.
Se la comprensione collettiva dell’utilità per il bene comune è assodata, è impossibile (dovrebbe esserlo…) che simili spazi perdano la loro natura perché vittime del mercato. Accadrebbero sollevazioni popolari, sarebbe suicida per la politica andare contro il sentire comune della gente.
Il problema è quindi da ricondurre qui: alla comprensione della fondamentale funzione per il benessere personale, comunitario e sociale delle sale cinematografiche, importanti come un parco giochi, una scuola, una biblioteca, una chiesa, una piazza, un ospedale”.

E ha concluso: “La sala cinematografica è il luogo in cui il cinema accade, interpella gli spettatori a proposito della loro vita, della loro memoria, del senso delle esperienze piccole e grandi, dell’esistenza. La sala è sorgente di vitalità e vivacità per un territorio. Diffonde una visione nuova del mondo, contribuisce alla crescita dei giovani, offre possibilità di incontro e impegno anche agli anziani in un Paese sempre più “vecchio”. È una centrale atomica che irradia pensiero e contribuisce ad elevare la qualità morale delle persone.
Il cinema non è solo un medium, un’arte. È anche un luogo, costitutivamente. Passata la stagione degli albori dei Lumière, e di Méliès, da subito il cinema si è sempre “dato” in un luogo preciso, il cinematografo, per un pubblico chiamato a fruirlo fisicamente insieme. E non solo per la mancanza tecnica di altre possibilità, ma per la natura stessa del linguaggio. La questione in gioco ora non è quindi materia da legulei, ricorsi al TAR, cavilli di normative urbanistiche. La sfida è culturale. Il cinema in sala non è divertimento: è possibilità di cittadinanza consapevole, è contributo alla costruzione del pensiero, del giudizio, della libertà. È cultura. Per questo è il nostro appello, questa è la campagna”.

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